15 nov

ACQUISTI ONLINE… E LE TASSE DOGANALI?

Sempre spulciando tra le vostre mail, vedo che molti di voi mi chiedono qualche informazione sulle tasse doganali legate ai prodotti acquistati all’estero. Ebbene sì: quando si acquista online merce proveniente da un paese extracomunitario bisogna mettere in conto, oltre alle spese di spedizione (che dovrebbero sempre essere riportate sul sito su cui si effettua l’acquisto) anche le tasse di sdoganamento. Di contro, sulle merci acquistate in paesi appartenenti alla Comunità Europea non dovrebbero più esserci questi dazi da pagare, a parte la canonica IVA, che però a volte è già compresa nelle spese di spedizione.

Come funzionano queste tasse di dogana? E come si pagano?

Le tasse di dogana sono una percentuale calcolata sul valore del prodotto o del pacco che si sta importando, e variano a seconda del paese da cui proviene la spedizione. Il calcolo si basa su una convenzione generale, in vigore in tutto il mondo, e su una più specifica, relativa alle singole nazioni: nel nostro caso, c’è quella della Comunità Europea, chiamata TARIC. Si tratta di una tabella dettagliatissima che specifica ogni categoria merceologica cui può appartenere il prodotto: si va dagli animali vivi alle opere d’arte, passando per manufatti tessili, materiali plastici, metalli e macchinari industriali. Ogni pacco che ci facciamo spedire dall’estero, passa attraverso l’Agenzia delle Dogane che, oltre a controllare che non stiamo importando nulla di illegale, o che non stiamo eccedendo i massimali stabiliti per alcuni particolari prodotti, applica la percentuale di tasse doganali sul valore dichiarato del pacco, in relazione alla categoria merceologica cui il pacco appartiene.

In realtà, chi poi ci chiederà questi soldi è lo spedizioniere: prima di lasciare il prezioso pacco nelle nostre mani, ci obbligherà a pagargli quelle spese in più di sdoganamento che lui stesso ha anticipato per noi alla dogana.

Ma come si fa a sapere prima quanto ci toccherà pagare? Qua ci si addentra in un territorio complicato, che potrebbe far passare la voglia ai più pigri. E’ giusto dire, però, che sul sito della dogana c’è tutto: è necessaria un po’ di pratica per trovare i dati che ci interessano. Quando state per fare un acquisto da un sito di e-commerce, andate sul portale AIDA e cliccate su Consultazione. Dalla pagina che vi si aprirà, potrete accedere all’elenco di tutte le categorie merceologiche previste dalla TARIC: ogni categoria e sottocategoria ha un numero che finisce per formare un codice al quale corrisponde la percentuale di imposta che verrà applicata sul vostro pacco. Cliccate sul numero corrispondente alla vostra merce e poi selezionate il paese da cui quella merce vi verrà spedita: avrete infine, alla voce “Dazio paesi terzi“, la percentuale della vostra tassa doganale.

Vi è venuto il mal di testa? Ecco, anche a me: e non sono nemmeno sicura di aver capito al cento per cento come funziona. Qua sotto, però, ecco un esempio: ho fatto una prova immaginando di comprare magliette di cotone dal sito di Thinkgeek, che spedisce dagli Stati Uniti. Se non ho sbagliato tutto, l’imposta dovrebbe essere del 12 percento.

Ovviamente potrei anche aver fatto male i miei calcoli, ma una cosa è certa: se si compra online da paesi extraeuropei, oltre alle spese di spedizione bisogna mettere in conto le tasse doganali, che potrebbero essere non poca cosa. Il mio consiglio è sempre lo stesso: l’unione fa la forza. Costituite un bel gruppetto di amici interessato a comprare dallo stesso sito, fate un unico ordine e dividetevi tutte le spese. Più sarete, più basso sarà il sovrapprezzo da aggiungere!

Commenti


ila ha scritto:

Attemzione, perchè ci sono siti extra-europei (tipo Amazon.com) che quando ti calcolano il totale della spese includono già le tasse, quindi non ci sono ulteriori dazi da pagare all’arrivo…

Non so se mi sono spiegata…

Il Padrino ha scritto:

Secondo il mio professore d’Italiano (Silvano Grisoni, un genio!), quando Manzoni scriveva:

“Non fia loco ove sorgan barriere
Tra l’Italia e l’Italia mai più!”

Alludeva alla rimozione delle barriere doganali, ed alla necessità di favorire il libero commercio. Il Manzoni, da buon poeta borghese, era sensibile alle esigenze della classe imprenditoriale lombarda ed metteva in versi l’idea che sarebbe poi, in altri tempi e contesti, stata alla base del processo di integrazione europea, basato fondamentalmente sulla creazione di un’unione doganale capace di evolversi in un mercato interno e quindi in un unione politica. Finita questa digressione, che mi porterebbe nei terreni insidiosi della politica odierna, potrei raccontarvi di quando il mio neo-acquisito basso Fender, comprato su eBay dagli Stati Uniti, era stato trattenuto in dogana perché il venditore aveva dichiarato un prezzo di vendita di $300. Il venditore avrebbe dovuto immaginare che anche i doganieri ormai sanno che uno strumento del genere costa almeno tre volte tanto… Risultato: ho prodotto le ricevute di paypal e ho liberato il basso dopo aver pagato i dazi applicabili (ho evitato una multa solo perché sono riuscito a metterla sul groppone di Fedex). Morale, se comprate oggetti di un certo tipo e valore dagli Stati Uniti (o altrove) mettete in conto i dazi e non cercate scorciatoie! Vedrete che spesso, calcolando trasporto e tasse, comprare in Europa costa meno.
Occorre peraltro sapere che le norme doganali comunitarie prevedono una franchigia (per i SOLI DAZI, NON PER l’IVA) per acquisti di modico valore (inizialmente 22 Euro, poi aumentati a 150, ma meglio controllare). Se desiderate comprare una confezione di filo interdentale di Prada a Beverly Hills anziché a Milano, potete quindi farvelo inviare per posta senza temere di pagare balzelli (ammesso che ve la caviate con 150E).
Tant’è, quando ho cercato di comprare il cofanetto di “The Promise” (l’album totale di Bruce Springsteen) nella confezione di lusso con maglietta, poster e sangue e sudore di tutta la E-Street Band, ho dovuto constatare che trasporto e iva portavano il prezzo iniziale di 83,56E all’incredibile cifra di 131,44E. Ho allora optato per il cofanetto in vendita su Amazon UK che costa poco più della metà ma è senza maglietta, poster ed umori. D’altra parte, la maglietta non mi piaceva nemmeno, il poster non lo appenderei mai (Io solo Rothko, con i miei mobili Ikea) e quanto al resto… si sa, niente sangue, siamo inglesi!

Il Padrino ha scritto:

quanti typo, che vergogna…