13 ott

SPESA ONLINE? IN ITALIA SIAMO MESSI ANCORA MALE

Alice alias Naima è una dolcissima ragazza super tecnologica votata alla mia causa. Mi ha così aiutato a fare quell’indagine a tappeto sulla spesa online che tanto mi avete chiesto e che solo con il suo terzo e quarto occhio ha potuto vedere la luce. Questa è solo la prima puntata di una ricerca volta a capire come mai in alcune realtà il servizio online era nato, per poi scomparire. Ecco le prime scoperte: “Dalle ricerche che ho fatto sulla spesa online, credo di poter dire che, almeno in Italia, siamo abbastanza messi male: innanzitutto i supermercati fanno le consegne a domicilio con spesa pagata online (come fai tu con Esselunga) solo in alcune città e praticamente, se si esclude Roma, solo al Nord. Inoltre, non tutti i supermercati offrono questo servizio (ne ho chiamati alcuni, di cui non trovavo nulla sul sito, per esempio Carrefour, e mi hanno detto che non è previsto), oppure lo offrono solo in alcune città: Coop solo a Roma, Crai e Auchan solo a Torino, Basko solo in Liguria. Despar ha un sito apposta, spesaonline.com, ma è in costruzione e sugli altri siti del gruppo non si trova nulla riguardo alla spesa online. Chi copre un’area più vasta è sicuramente Esselunga, che offre il servizio di spesa online con consegna a domicilio a Bergamo, Bologna, Brescia, Como, Firenze, Lecco, Lodi, Lucca, Milano, Monza Brianza, Novara, Parma, Pavia, Pisa, Pistoia, Prato, Reggio Emilia, Torino, Varese, Lago Maggiore, Verona, includendo anche la maggior parte di queste province.

Per gli altri comuni, direi che, a una veloce occhiata, l’alternativa rimangono tutti quei siti di e-commerce che vendono alimentari o altro, ma che non c’entrano nulla con le compagnie di supermercati: ce ne sono un bel po’, alcuni sono siti di piccole aziende lungimiranti, altri hanno alle spalle un’attività più grande e solida, ma resta il fatto che, tutti, spediscono a casa tramite corriere e, per forza di cose, la spesa viene consegnata con almeno un paio giorni lavorativi di mezzo. Senza contare che, spesso, si tratta di siti “settoriali”, che vendono solo un tipo di prodotto, per cui chi volesse fare tutta la spesa online dovrebbe fare più ordini a siti differenti. Poi ci sono anche i siti di quelle aziende tipo la Bofrost (io me la ricordo sin da quand’ero piccola, col camioncino che gira di città in città a vendere surgelati), però non fanno pagamento anticipato con carta di credito, ma si paga alla consegna. Una cosa interessante da indagare sarebbe l’organizzazione dei G.A.S., i Gruppi d’Acquisto Solidale, quei circoli di persone che si auto organizzano per comprare direttamente dal produttore. Chissà se ce n’è qualcuno online? A parte l’inevitabile e sempre triste ritardo del Sud, su cui faremo delle indagini a parte, è molto interessante rintracciare le motivazioni che hanno spinto alcune catene di supermercato a ritirare il servizio, dopo averlo promosso ed annunciato.”

Commenti


lucillachebrilla ha scritto:

ho appena verificato sulla provincia di parma per l’esselunga.
Sulla città di Parma e la cittadina di Sorbolo che è in provincia hanno iniziato a consegnare.
Per Salsomaggiore ho lasciato la mia mail perchè mi avvisino quando inizieranno il servizio anche qui.

vi aggiorno care ragazze, e tanto piacere Naima!

Silas Flannery ha scritto:

Sì, ecco. Noi siciliani siamo alla periferia dell’impero. Ecco perché io non potrei mai fare il tuo esperimento.

valeria ha scritto:

a Taranto funziona da qualche mese questo servizio straordinario:
http://www.spesain.it

ordini dal web e ti portano la spesa a casa

Fulvia ha scritto:

hai fatto anche un’indagine se i prezzi sono gonfiati o sono uguali a quelli del super?

Francesca Sassoli ha scritto:

Ci sono già degli elementi che mi dicono che c’è un sovrapprezzo, a parte i costi di consegna, ma la prossima settimana farò proprio una verifica sul campo…state a vedere!!

ITALIANI MAI SENZA CONTANTE IN TASCA | francescaonline ha scritto:

[...] piccoli e grandi città si rispecchia nell’uso delle tecnologie, come già riscontrato nella mia piccola indagine sulla spesa [...]

Bob ha scritto:

I GAS quasi sempre si coordinano online, talvolta via mail e talvolta con strumenti piu’ sofisticati (tipo GASdotto: http://gasdotto.net ), ma non credo possano essere interpretati come strumenti per la “spesa a domicilio”: solitamente ci si organizza in gruppi geograficamente ristretti, e la distribuzione dei prodotti viene fatta vicino a casa, ma lo scopo finale e’ un altro e quel che si puo’ guadagnare in distanza lo si puo’ magari “perdere” in coinvolgimento nella vita del gruppo (e dunque tempo).