02 apr

MINTEOS HA VINTO IL MIND THE BRIDGE

Nel nostro Paese avviare una start up è spesso davvero difficile: farsi conoscere, accattivare gli investitori, superare alcuni scogli come l’età (in Italia se non hai i capelli grigi sei ancora un poppante, se sei donna ci sono altri dubbi, se si è del Sud ce ne sono altri, ecc…). Oltreoceano qualcuno ci guarda con curiosità e sicuramente apprezza quel coraggio sutto italico di provarci, sempre e comunque! Si è tenuto un evento prezioso per le nostre start up, quelle che avevamo partire da  Milano e poi arrivare nella culla delle nuove tecnologie: la Silicon Valley. Ecco una nostra idea sul podio: è’ Minteos, piattaforma per il monitoraggio ambientale con reti di sensori wireless ad aver vinto la Mind the Bridge Competition 2010: la finale che si è tenuta nell’ambito dell’Italian Innovation Day all’Università di Stanford, nel cuore operativo della Silicon Valley. Sono state 12 le startup che hanno presentato i propri progetti alla presenza di un panel di investitori e professionisti del settore. A valutare la migliore idea italiana tre tra gli investitori più famosi al mondo che hanno fatto la storia dell’industria del venture capital in Silicon Valley: Tim Draper (che ha investito, tra gli altri, in Skype, Hotmail, Baidu, Overture), Scott Sandell (Salesforce, WebEx, NetIQ), Jeff Clavier (Mint, Eventbrite, Milo, Ustream). “Non mi aspettavo questo risultato – ha dichiarato Marco Brini, founder di Minteos – e mi sono molto divertito. Mind the Bridge mi ha permesso di aprire una finestra su un mondo che non conoscevo dandomi la speranza che i sogni, per quanto grandi siano, possano trovare soddisfazione diventando reali”. Minteos è infatti una piattaforma già attiva che offre la possibilità di gestire da remoto qualsiasi tipo di dato raccolto dalla sensoristica installata in campo (outdoor/indoor) – fornendo informazioni attendibili e in real time sullo stato dell’ambiente monitorato – e di generare un allarme in caso di situazioni a rischio o anomalie.
Quale il reale valore aggiunto di un’esperienza come la partecipazione al Gym di Mind the Bridge? Ecco i 10 più importanti insegnamenti, secondo le stesse startup…

1. Time“In Silicon Valley le cose succedono molto, molto velocemente. Noi italiani non siamo meno preparati, dobbiamo solamente imparare ad andare alla stessa velocità”
2. Believe in your idea“No understatement. Spesso quello che facciamo è di alta qualità e di alto livello, ma siamo noi stessi a frenarci. Qui acquisisci consapevolezza di ciò che fai: quando presenti il tuo prodotto e vedi che piace, occorre crederci, crederci, crederci, tu per primo”.
3. Networking“Avere a che fare con persone che tutti i giorni ti danno consigli su come migliorare la tua idea di business qui è impagabile”.
4. Improve yourself, always“Migliorarsi da ogni punto di vista: della formazione – organizzata in maniera impeccabile – del business, del networking. Abbiamo conosciuto tante persone, ricevuto moltissimi feedback. Siamo migliorati sia come businessmen che come persone e cercheremo di portare quanto imparato in Italia per poi, perché no, ritornare qui”.
5. Packaging“Per quanto buono sia il prodotto che ti prepari a presentare, se non piace prima agli occhi non si avvicina nessuno. E qui in Silicon Valley sono realmente capaci di rendere la tua idea non solo buona ma anche bella da vedere. Noi ci siamo sempre concentrati su farla buona e a un prezzo competitivo. Invece occorre investire tanto anche sulla forma”.
6. Shipping“Si devono usare i feedback delle persone che si incontrano in questi mesi per migliorare la propria idea. Ma, a un certo punto, occorre anche saper dire basta e passare alla realizzazione. E poi shipping, shipping, shipping”.
7. Pitching anytime, anyhow, anywhere“Impegnarsi nell’arte del pitch: imparare dal primo giorno a presentare la propria idea in 10 secondi, poi in 30, in 1 minuto, in 2, in 10 e poi di nuovo in 2. Mi ha aiutato tantissimo a capire la mia value proposition e come comunicarla. Una tecnica da affinare giorno per giorno su tempi e audience diversi”.
8. Same words but different values“È interessante notare come qui le parole che utilizziamo anche in Italia assumano contorni differenti. Ad esempio tutti conosciamo quanto siano importanti le relazioni, ma qui la parola “networking” assume un significato particolare e ha modalità del tutto diverse”.
9. Critical Mass “Trascorrere in Silicon Valley un po’ di tempo è ciò che alla fine dei conti fa la differenza. Perché la questione non sta nella qualità delle singole persone ma nella massa critica. E qui in Silicon Valley c’è la maggiore massa critica al mondo di tecnologia in campi specifici”.
10. Confidence“Venire in Silicon Valley almeno per un mese fa bene. È un’iniezione di entusiasmo e di pragmaticità. Qui ci credono davvero. Credono che impegnandosi, lavorando e sviluppando una buona tecnologia uno possa finalmente raggiungere i propri obiettivi”.

Un evento che non è passato inosservato e che replicherà a New York il 5 maggio con la seconda giornata dell’Italian Innovation Day al Metropolitan Club di New York. Maggiori info prossimamente su http://www.italianinnovationday.com/.

Commenti


Mihai Lazarescu ha scritto:

‟Ecco una nostra idea sul podio.“

Sono socio della vincitrice e condivido pienamente il tuo
orgolio!

Ma, tra 12 idee italiane presentate doveva vincere una italiana
per forza, vero? :-)

Francesca Sassoli ha scritto:

Se sei socio, che ne dici di sppiegarmi in modo semplicissimo cos’è Minteos? Ancora complimenti!