
Adozioni a distanza
Oggi mi dedico ad un’attività ormai diffusamente usata: il COPIA E INCOLLA…ma l’obiettivo è assai benigno e quindi, la pratico senza senza vergogna. Leggete e diffondete. Non solo post scanzonati, video virali e foto di gruppo. Da oggi sui social media è possibile condividere anche la gioia, la responsabilità e il costo del sostegno a distanza di un bambino. Tutto questo grazie a “moltiplicamore”, una novità a livello mondiale che debutta oggi in Italia. Ideata e realizzata da Terre des Hommes, la piattaforma offre a ogni utente la possibilità di condividere con gli amici l’esperienza del sostegno a distanza, dando a ciascuno l’opportunità di contribuire secondo la propria disponibilità . Una piccola rivoluzione destinata a far aumentare il numero dei sostenitori a distanza (ad oggi 1,5 milioni di italiani) e dare nuovo impulso a questa scelta che, a causa della crisi, nel 2012 è calata del 20% (Fonte: Forum Sad). Il sostegno a distanza cambia forma e da oggi viaggia anche online, sui social network, all’insegna della condivisione e della partecipazione. Da questa intuizione di Terre des Hommes nasce moltiplicamore.org, la prima piattaforma online al mondo dedicata al sostegno a distanza collettivo realizzata da Seed. Grazie a “moltiplicamore” è infatti possibile attivare un sostegno a distanza di gruppo, oltre che individuale. Basta solo accedere al sito, devolvere un importo iniziale minimo, diffondere la notizia tra gli amici ed invitarli a contribuire anche con una piccola somma fino al raggiungimento della somma necessaria. . Un sistema di crowd funding flessibile e dinamico, insomma, modellato sulle esigenze di una società sempre più connessa alla rete e che fatica a sottoscrivere impegni economici fissi a lungo termine. Un progetto che nasce anche per rendere più accessibile la scelta del sostegno a distanza, che, come si può facilmente immaginare, sta pagando lo scotto della crisi. Nel 2012, infatti, i fondi destinati al sostegno a distanza in Italia sono calati del 20%, passando da 600 a 500 milioni. In tutto, lo scorso anno, 1,5 milioni di italiani hanno fatto questa scelta, destinando una quota di circa 350 euro all’anno.