Leggo sempre con grande piacere le vostre mail. Ecco alcune che ho trovato per varie ragioni interessanti per tutti: Giulia mi segnala che è disponibile in libreria – e anche in digitale su Bookrepublic.it – “Storia naturale del nerd” di Benjamin Nugent. Saggio che racconta uno dei fenomeni culturali più importanti degli ultimi anni.
Claudio ha scritto questa riflessione: “Ciao Francesca, mi capita spesso di ascoltarti via Radio, un mezzo sicuramente più vivo del web. Con molta umiltà volevo proporti una riflessione. Per anni abbiamo cercato visibilità sul web per proporci, incontrarci, ecc. ecc. Abbiamo riferito all’universo internauti e alle aziende che cercano visibilità a basso costo, rispetto ad altre pubblicità. La riflessione è questa: con il perdurare della crisi e con pratiche concorrenziali lesive ed auto-lesive le aziende italiane, quelle, o alcune di quelle che hanno cercato di promuovere i propri prodotti sul web, si stanno facendo un gran male. Le vendite sotto costo a lungo termine mortificano il mercato e chi ci lavora. Io credo sia arrivato il momento di promuovere, da parte Vostra ( (giornalisti del settore), la ricerca della qualità dei servizi. Non basta il sito sicuro, ci vuole l’azienda che paghi le tasse, i contributi ai dipendenti, giusti stipendi. Che reinvesta in prodotto, qualità, servizio. Secondo me dobbiamo tornare alle vecchie favole quelle del ghiro, la formica, lo scoiattolo. Delle aziende che sanno capitalizzare un giusto margine e reinvestirlo. Non possiamo retrocedere o puntare soltanto su un incremento momentaneo delle vendite grazie alla maggiore visibilità che il web offre. Abbiamo bisogno di uno sviluppo commerciale ed industriale sostenibile. Così come è stato predicato per decenni per l’agricoltura e l’ambiente. Anche quelli come me, non verdi, tengono in considerazione principi basilari. Spero tu possa fartene portavoce. Claudio”
Sabino titola laconicamente così la sua mail: La speranza è l’ultima a morire. “Ciao Francesca, come stai? Credo ricorderai che ci siamo scambiati due chiacchiere stamattina allo smau di Bari. Ti riepilogo la mia “equazione” che al momento non trova risposta…
Come consentire l’ingresso nel mondo dell’e-commerce per la seguente tipologia di azienda, tipica artigianale-meridionale:
(1) hanno pochi prodotti e “realmente” unici (gli-introvabili.it)
(2) nessuna capacità/intenzione di sostenere un negozio online
(3) anche volendo affrontare l’impresa ci vorrebbero anni per guadagnare posizioni e reputazione online
(4) poco sostenibile l’approccio info-commerce (ma potrei sbagliarmi e non è quella la mia idea)
(5) ebay è una soluzione che meglio approssima ma non sarebbe proprio quella adatta (si cercano occasioni non esclusive…) La soluzione sarebbe di “saltare” tutto il fattore web-tecnologico, laddove ci fosse una vetrina già ben posizionata sul web disposta ad affittare spazi per i suoi prodotti (senza magazzino, parliamo di drop-shipping…) Forse non c’è soluzione… oppure mi sto incartando da solo…
) Che ne dici? Cordialissimi saluti. Sabino”