28 feb

TUTTO QUELLO CHE PUOI FARE CON UNO SMARTPHONE

Quella che vedete sono io in versione fumetto, grazie ad una app Halftone (realizzata dal mio amico e collega Luca). Di cosette sfiziose ce ne sono a bizzeffe (prima o poi vi mostrerò io colpita con due razzi), per gli amanti degli smartphone (che sono tantissimi). L’italiano è veramente uno strano consumatore, ecco alcuni dati, presentati ultimamemente nel convegno  del convegno “Mobile Payment in italia: se non ora, quando?” tenuto al Campus Bovisa per presentare i risultati della ricerca dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano: tra i primissimi paesi al mondo per penetrazione dei dispositivi cellulari – 48 milioni di utenti, 44% dei dispositivi “smart”, 16 milioni di mobile surfer – e tra gli ultimi (nel mondo occidentale) per utilizzo dei pagamenti elettronici (“solo” 25 milioni di utenti di carte di pagamento, 90% delle transazioni ancora in contante). Il pagamento via dispositivo mobile può essere parte di un processo commerciale che si sviluppa interamente sul canale Mobile (Mobile Commerce) oppure parte di un processo commerciale multicanale: in questo ultimo caso si distingue tra Mobile Remote Payment – quando il cellulare consente di effettuare pagamenti utilizzando la rete cellulare – e Mobile Proximity Payment, quando si abilitano con il cellulare pagamenti di prossimità utilizzando tecnologie di trasmissione a corto raggio (ad esempio utilizzando un cellulare NFC Near Field Communication su POS contactless). Sono 23 milioni gli utenti (il 76% degli italiani tra i 18 e i 54 anni) che nel 2011 hanno effettuato almeno un pagamento via mobile per un valore totale di 700 milioni di euro: oltre 500 milioni riguardano l’acquisto di contenuti digitali (Mobile Content) – come notizie, giochi, musica – ricariche telefoniche o donazioni; oltre 80 milioni afferiscono al Mobile Commerce di beni e servizi – che registra una forte espansione, spesso come estensione di progetti di eCommerce – mentre mostra una limitata diffusione e un’implementazione tutta da realizzare il Proximity Payment, nonostante la presenza di qualche iniziativa interessante. Sentite qui: gli italiani preferiscono il contante, con il 90% (Fonte: Banca d’Italia 2010) delle transazioni regolate in contante a fronte di circa l’80% in Europa (Fonte: BCE 2010). Sono “solo” 25 milioni gli italiani con una carta attiva, nonostante il numero elevato di carte in circolazione – 82 milioni nel 2010 (Fonte: ABI 2010). Gli italiani non utilizzano la moneta elettronica per gli acquisti di tutti i giorni, come confermato dal ridotto numero di transazioni annue per abitante (25 in Italia contro 63 in media in area euro) e dall’elevato valore medio di ogni singola transazione (80 € verso 52 € in area euro) – Fonte: BCE 2010. Il valore delle transazioni con carte di pagamento è “stazionario” dal 2006 al 2010, oscillando tra i 120 e i 130 miliardi di euro (Fonte: BCE 2010). A seconda delle diverse declinazioni del Mobile Payment, delinea scenari e sviluppi differenti. Il Mobile Commerce e il Mobile Remote Payment mostrano infatti una tecnologia matura e largamente disponibile, sebbene in continua evoluzione. Esempi brillanti del secondo tipo (MRP) negli USA sono stati l’applicazione di Fandango (vendita di biglietti cinematografici), scaricata da oltre 20 milioni di utenti, l’applicazione Mobile di Starbucks (ordinazioni in coda), con oltre 30 milioni di transazioni in un anno, mentre in Francia ha riscosso un grande successo (3 milioni di download) l’applicazione Mobile di SNCF tramite cui è stato acquistato il 3% dei biglietti ferroviari. In Italia ci sta provando il Consorzio Movincom con oltre 20mila biglietti venduti dalla sola ATA di Firenze; le Telco italiane, inoltre, si sono riunite in MobilePay con l’obiettivo di creare una piattaforma unica per i pagamenti via Mobile; alcuni player dell’offerta, infine, stanno sperimentando nuove soluzioni che usano i QRCode per avvicinare il mondo Remote a quello Proximity (PlainPay di Auriga, Up Mobile di Banca Sella e BeMoov del Consorzio Movincom). In Italia il MRP nel 2011 ha registrato una crescita del 35%, tuttavia il transato è ancora contenuto. Tutto dipenderà dalla capacità degli esercenti di includere il canale Mobile nelle loro strategie di vendita….

20 feb

CHIEDITI SE SEI FELICE CON BARBANERA

In questo anno così critico, bisestile, segnato da tante, tantissime difficoltà (nonché di previsioni catastrofiste di fine del mondo), dunque, in questo 2012 Barbanera, l’almanacco più celebre e antico d’Italia, festeggia i suoi 250 anni: due secoli e mezzo fa fu stampata la prima edizione, a Foligno. Era il 1762. Ecco ora la bella notizia: il tradizionale augurio di Barbanera per un anno di felicità (e quest’anno deve essere più chiaro e forte del solito) si traduce in un concorso: tutti possono partecipare raccontando un momento felice con una foto oppure un breve video, accompagnati da un testo sintetico (max 500 battute). Sul sito www.unannodifelicita.it si troverà il format di partecipazione che permette di caricare con facilità foto, testi, video e i propri dati….12 bellissimi premi in palio fra cui un viaggio in Bhutan, nell’Himalaya. Dopo l’iscrizione si riceverà una e-mail di conferma. Si potranno quindi vedere i propri contenuti approvati all’interno del sito. Gli utenti possono votare i loro preferiti tramite il comando Like di Facebook e Tweet di TW.  Partecipando al concorso, oltre alla possibilità di vincere premi importanti, che non sono oggetti ma esperienze – un viaggio, un corso di cucina, o di giardinaggio – si contribuisce a tracciare la mappa della felicità quotidiana delle persone. La felicità che deriva dalle buone abitudini, dal saper fare, dai sentimenti positivi, dalla solidarietà, dall’amicizia. I materiali dovranno pervenire entro il 30 aprile 2012. Fotografie e video inviati saranno studiati e interpretati dall’antropologo Franco La Cecla, per individuare i fili rossi della felicità vera e possibile. La giuria si riunirà il 10 maggio 2012 e i i vincitori saranno contattati entro il 20 maggio 2012… Io devo dire che di momenti felici ne vivo sempre tanti, tutti i giorni. Sarà difficile scegliere fra questi!

13 feb

FRANCESCAONLINE A SKYTG24 ECONOMIA

Eccomi ospite a SKYTG24 Economia. Una puntata equilibrata in cui si ha finalmente avuto il tempo di spiegare tante cose!

10 feb

UNA BELLA STORIA DI ECOMMERCE DA GAIA

Ecco la mail della mia amica Gaia a cui ho chiesto di racocntarmi in forma scritta questa bella storia di ecommerce (mi chiama Flinstone, non vi dico perchè…) “Cara Flinstone, come ben sai sono una gran sostenitrice dell’e-commerce, che ormai pratico da anni con mia grande soddisfazione. Si risparmiano tempo e denaro, inutili spintoni nei negozi e soprattutto si evitano i commessi insistenti e antipatici o quelli che ti dicono che ti sta una favola, quando sembri uscita dal circo equestre. A  Luglio abbiamo comprato dal sito www.veluxshop.it due tende oscuranti per la camera da letto. Detto fatto, nel giro di 10 giorni le abbiamo ricevute e montate.Purtroppo, lo scorso Dicembre, una tendina si è rotta inspiegabilmente. Quindi ho telefonato alla Velux, a cui ho inviato le foto della tenda danneggiata con relativo codice prodotto e matricola….et voilà dopo 10 gg ho ricevuto la tenda nuova di pacca, in conto garanzia e ho ho rispedito quella rotta al mittente. Morale della favola:  il servizio è stato eccellente, veloce e gli operatori gentilissimi. Quanto tempo mi ha rubato ?  2 telefonate e 2 e-mail…………… Io amo l’e-commerce!” Grande Gaia

08 feb

eBOOK: COSI’ GIOVANI E GIA’ PIRATATI

Scopiazzo di brutto, ma cito la fonte e quindi non pirato (neologismi concessi sui blog, giusto?). Ho letto infatti un articolo molto interessante sul sito dell’Agenda del giornalista sulla pirateria declinata agli eBook e ciò significa solo che la diffusione aumenta, altrimenti non esisterebbe neppure la pirateria. Il rischio è che un mercato sbocciato or ora ne possa risentire. Ecco l’articolo: “Così “giovani” e già nel mirino della pirateria. Ad essere a rischio sono gli eBook, astri nascenti del settore editoriale. A lanciare l’allarme pirateria nei confronti dei libri digitali è il presidente dell’Aie, Marco Polillo. “La pirateria sta mettendo a rischio il mercato nascente degli ebook in Italia, non possiamo non combatterla” ha dichiarato Polillo, fornendo per la prima volta i dati ufficiali dell’Ufficio antipirateria degli editori. Su 25 best seller in classifica la scorsa settimana, emerge dai dati diffusi dall’AIE, il 75% circa è già piratato in rete. Oggi, a fronte di 19mila ebook disponibili (a fine 2011: erano 1.619 a fine 2009), circolano, secondo stime prudenziali 15mila titoli in versione pirata. Non solo. In base all’ultima classifica Ibs.it dei 25 titoli più venduti della scorsa settimana, 17 sono già disponibili in modo legale in versione ebook (quasi il 70%), 19 hanno già versioni pirata (76%). Questo “tasso di pirateria” non cambia tra i libri per cui esiste una versione legale (si trova quella pirata nel 76,5% dei casi) e quelli per cui non esiste (75%). “In nessun caso – chiarisce il presidente degli editori – la tutela del diritto d’autore deve dar vita alla possibilità di censure preventive di quanto viene pubblicato in rete. Pensare d’altro canto che gli editori siano a favore della censura è semplicemente un controsenso. Riteniamo che sia invece possibile individuare tecniche equilibrate che, al contrario, intervengano ex post su quanto viene pubblicato e che conducano alla rimozione immediata di ciò che viola i diritti d’autore. Ciò richiede il rispetto di un principio di responsabilità: è giusto che questa sia esclusa per chi è un mero veicolo di un atto illecito commesso da altri, quando questo avviene realmente a sua insaputa. Altra cosa è che un soggetto sostenga che un illecito è commesso a sua insaputa quando ne era invece perfettamente al corrente. In questo senso eravamo favorevoli alla sostanza dell’emendamento Fava e proponevamo che – alla ricerca di una soluzione equilibrata – si applicasse semplicemente il testo della Direttiva europea, che non può certo essere accusata di antidemocraticità”.

07 feb

LA RETE: TUTTO QUELLO CHE TUO FIGLIO DOVREBBE DIRTI

Ho appena intervistato Valerio Neri il direttore generale di Save the Children, che fa parte del network di 50 associazioni del progetto sicurinrete di cui ho parlato da poco riguardo al Safer Internet Day che si tiene oggi in tutto il mondo. “la cosa più pericolosa che i ragazzi fanno su Internet – mi ha spiegato Neri – è quella di dare i loro dati personali a sedicenti amici, senza controllare esattamente a chi li danno. Purtroppo questo li espone all’adescamento da parte di pedofili o comunque adulti che vogliono per qualsiasi motivo avere contatti fisici con questi ragazzi. Le ricerche ci dicono che il 30% dei ragazzi tra i 16 e i 17 anni accetta di avere incontri fisici con persone conosciuti in Rete. Sono facilmente adescabili ed è questo il problema più grande che abbiamo”. Non a caso il tema di quest’anno è “Connecting generation!”, ovvero cercare di entrare in comunicazione coi propri figli: “Bisogna essere curiosi e chiedere ai propri figli di essere coinvolti sulla loro vita nei social network – suggerisce Neri – farsi spiegare come funzionano queste nuove tecnologie, che cosa si può fare, ecc. In alcuni casi una frase sfuggita ad un figlio può evitare spiacevoli sviluppi, che vanno dall’adescamento al rapimento di un minore”. Io immagino Filippo, che già ora non mi vuole dire niente “Non racconto” mi risponde laconico quando gli chiedo che cosa ha fatto all’asilo, cosa ha mangiato, ecc. Allora chiedo a Neri se può essere una buona pratica farsi un fake per entrare fra gli amici del figlio su FB e sbirciare che fa (ma non so se riuscirei a fargli questo), infatti anche Neri mi risponde che si può fare MA è un po’ tradire la fiducia del proprio figlio e violare la sua privacy… Ci vogliono ancora parecchi anni, ma ho già il panico!!!

03 feb

ARISTOFONTE.COM ECCO LE NUOVE FRONTIERE DEL SOCIAL NETWORK (gasp!)

Spinta da una notizia di agenzia, sono andata a dare una sbirciatina. Partiamo dal lancio che recitava che gli iscritti a questo nuovo social “sono donne e uomini di successo che provengono da tutta Italia e svolgono le professioni più diverse: ci sono docenti universitari, consulenti finanziari, psicologi, avvocati, imprenditori, medici, farmacisti, psicologi, commercialisti, giornalisti e via dicendo”. Beh, forse è interessante, ma vado appunto su Aristofonte.com e vedo una donna super avvenente (al vedete qui a lato) con un decolté decisamente generoso e abbastanza esposto con la dicitura: “Aristofonte – Incontri online per donne e uomini di successo”…chevvodì? Donne, come quella della foto, e uomini di successo…o anche donne di successo (ma poi in che campo?). Poi leggo ancora il lancio di agenzia: “Per gli uomini è prevista una esigua quota d’iscrizione, anche in questo caso per assicurare l’attendibilità dell’iscritto, ma anche per evitare, nella maniera del possibile, di ritrovarsi con un elevato numero di utenti inattivi o poco interessati all’attività dell’esclusivo network” e questo mi ricorda moltissimo l’usanza nei locali di scambisti: l’uomo paga se è da solo, la donna non paga mai…Scendendo sotto il pulsante ISCRIVITI, due fotine, fra il tombale e l’ammiccante di certa Fatima di Torino, 23 anni, e tale Spock di Torino di 43 anni. Si legge “Aristofonte è il primo sito di incontri per giovani donne e uomini di successo che vogliono conoscersi per una relazione o per amicizia” e poi, esilarante davvero “Scopri anche Tu il fascino di un uomo di successo”. Consiglio mogli e fidanzate di manager, imprenditori, professionisti in crisi esistenziale di entrare nel sito per controllare se questi si sono messi a caccia, grazie a questo nuovo…social!

01 feb

SAFER INTERNET DAY “CONNECTING GENERATIONS!”

Più comunicazione fra genitori e figli, fra diverse generazioni che si dovrebbero ritrovare in un qualche punto della giornata a parlare, magari anche delle cose che si stanno scoprendo in Rete e che appassionano: il nuovo video musicale trovato dalla mamma durante la pausa pranzo in ufficio, oppure il virale che sta andando forte sui social del figlio adolescente, il gioco che sta facendo impazzire la figlia 13enne e le sue amiche, monopolizzando il pc di casa, le App di papà sul suo smartphone, una notizia apparsa sui quotidiani online, una petizione, una foto…ma anche qualcosa che sul Web non dovrebbe trovarsi. S’intitola “Connecting generations!” l’edizione di quest’anno della Giornata europea della sicurezza in Rete, istituita dalla Commissione Europea per il Programma Safer Internet, finalizzato ad un uso sicuro e responsabile dei nuovi media tra i giovani (anche se sono nuovi solo per noi, non certo per loro che con questi mezzi ci sono praticamente nati). Il SID, Safer Internet Day si tiene il 7 febbraio e in tutto il mondo si svolgeranno eventi ed iniziative. A Roma, si terrà un incontro ospitato dal Presidente della Camera alle 15 nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, insieme al Comitato Consultivo del Centro Giovani Online, referente in Italia del programma (www.sicurinrete.it), network di 50 organizzazioni – tra istituzioni, società scientifiche, media, aziende ICT e di telefonia mobile, associazioni e università – attive nella tutela online di bambini e adolescenti. Nel corso dell’incontro verrà presentata “L’Agenda strategica per la promozione dei diritti online dei minori“.